Un iceberg grande più di due volte il Lussemburgo si è staccato dall’Antartide

Negli ultimi mesi un pezzo della calotta di ghiaccio Larsen C dell’Antartide ha una profonda spaccatura che lo divide. Grazie alla missione Copernicus Sentinel della ESA, è stato possibile vedere che una massa di ghiaccio grande più di due volte il Lussemburgo si è ora staccata generando uno dei più grandi iceberg mai registrato e modificando per sempre la forma della Penisola Antartica. Leggi tutto “Un iceberg grande più di due volte il Lussemburgo si è staccato dall’Antartide”

L’apocalisse che ci siamo creati da soli

Cosa succederà tra non molto al nostro pianeta se non ci occupiamo del fatto che fa sempre più caldo: e sempre che non sia troppo tardi, secondo il New York Magazine.

Entro pochi decenni – pochi decenni – buona parte della città di Miami, in Florida, non esisterà più: sarà sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico che si saranno alzate di diversi metri a causa del riscaldamento globale. Molte altre città costiere, come quelle del Bangladesh, finiranno sott’acqua in un processo che secondo gli scienziati è ormai inevitabile, anche se smettessimo di colpo di bruciare combustibili fossili nei prossimi dieci anni. In mancanza di una radicale riduzione nella produzione dei gas serra, poi, nei prossimi decenni avremo ricorrenti uragani, tempeste e inondazioni dalla portata straordinaria, lunghi periodi di siccità che distruggeranno i raccolti e avranno pesanti conseguenze economiche, nuove epidemie di malattie ormai dimenticate, estati sempre più torride, oceani sempre più inquinati e ostili alla vita, aria irrespirabile per interi mesi e una moltiplicazione di piccoli e grandi conflitti locali. Forse li avremo anche in caso di una radicale riduzione nella produzione dei gas serra, a questo punto: complici le grandi attenzioni dei ricercatori, che comunicano con cautela dati e probabilità per non dare appigli ai negazionisti, non abbiamo idea del disastro che ci aspetta e che in parte si è già inesorabilmente avviato.

Leggi l’intero articolo su Il Post.

Referendum Trivelle del 17 aprile 2016, cosa si vota?

Domenica, 17 aprile 2016, dalle ore 7:00 alle 23:00 si voterà il cosiddetto referendum sulle trivelle. Se vincerà il sì (con il raggiungimento del quorum), i permessi per estrarre idrocarburi in mare entro 12 miglia dalla costa dureranno fino al termine della concessione (30 anni più eventuali proroghe per un totale di 20 anni). Se vincerà il no (o non si raggiungerà il quorum), sarà possibile continuare a estrarre fino all’esaurimento del giacimento.
Leggi tutto “Referendum Trivelle del 17 aprile 2016, cosa si vota?”